Punti d'interesse più recenti

Scuola Italiana Mtb Adamello Bike

Situato c/o partenza cabinovia Ponte di Legno‐Tonale PONTE DI LEGNO (BS) Apertura: da giugno a settembre 9.00/18.30

Lingue straniere parlate: Inglese, francese

Servizi:
  • Possibilità di noleggiare le biciclette o l’attrezzatura a ore e/o a giorni
  • Divulgazione di materiale turistico specifico (cartine e guide sulla Greenway)
  • Assistenza e informazione sulla Greenway
  • Servizio di recupero bicicletta in caso di incidente o malfunzionamento
  • Riparazione/assistenza bici di terzi per quanto loro possibile
  Tipologia: Mtb, bici elettriche, enduro, freeride, bici da corsa

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Pieve di Sant’Andrea

Il vescovo di Brescia Vigilio fondò la chiesa di Sant’Andrea tra la fine del V e l’inizio del VI secolo su un’area già insediata in epoca romana; divenne pieve nei secoli VIII-IX e conobbe numerosi rifacimenti.

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Chiesa di San Fermo e Via Valeriana

San Fermo sorge su un dosso a mezza costa che domina il lago, in località Gazzane di Sulzano; l’edificio è visibile sulla destra per chi percorre la superstrada in direzione sud ed è raggiungibile dal centro del paese, attraverso un’importante salita e l’imbocco della Via Valeriana.

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Chiesa Parrocchiale di San Zenone

Per la grandiosità della struttura e per la ricchezza dell’apparato decorativo, la parrocchiale di Sale Marasino, dedicata al santo protettore dei pescatori, costituisce uno degli esempi più importanti del Settecento in area sebina.

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Riserva Regionale delle Piramidi di Zone

Uno degli spettacoli naturali più singolari del territorio è costituito dalle Piramidi di terra che si trovano in località Cislano di Zone, al di fuori dal percorso della Ciclovia del Fiume Oglio, ma per i ciclsiti più allenati raggiungibile.

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Valli di Mosio

Sentieri e carrarecce permettono escursioni in un ambiente particolare sotto il profilo biologico e forestale (boschetti ad ontano, canneto a tifeto); residuo dell’evoluzione di un antico alveo fluviale, venne sfruttato per l’escavazione della torba fino ad alcuni decenni fa e poi sottoposto a rapida bonifica. I canali di bonifica e gli ultimi “bugni” rimasti, oltre che presentare importanti elementi vegetazionali, trovano un notevole valore di tipo paesaggistico, creando un momento di rottura nella monotona distesa colturale caratterizzante la zona.

Vincoli di protezione: l’area è tutelata come S.I.C. (IT20B0002) e ricade nella Z.P.S. “Oglio Sud” (IT20B0401).

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Bedriacum

Bedriacum è il nome di un antico vicus romano nei pressi del Comune di Calvatone (CR). Il centro romano, oggi non più visibile, era posto sulla riva destra dell’Oglio a presidio di un passaggio fluviale. Parte degli oggetti recuperati nell’antico centro sono visibili presso il Museo Platina nel Comune di Piadena. A Bedriacum si svolsero, nel 69 d.c., due battaglie: la prima tra le truppe di Otone e quelle di Vitellio, vinta dal secondo, la seconda tra le truppe fedeli a Vitellio e quelle fedeli a Vespasiano, guidate da Antonio Primo, vinte da quest’ultimo.

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Riserva Le Bine

Una visita nella riserva si può trasformare in un salto nel passato, un’occasione per osservare le trasformazioni operate dall’uomo sull’ambiente circostante. Infatti la palude, tutelata come riserva naturale regionale, si è formata in seguito ad un intervento di rettificazione dell’Oglio effettuato alla fine del XVIII secolo, per garantire la navigazione sul fiume. Successivamente, il meandro abbandonato si è impaludato. Attualmente questa parte è visitabile “dall’alto” percorrendo l’argine maestro dell’Oglio sulla riva destra (lato Calvatone (CR)). Il resto della riserva è occupato da arboricoltura da legno e da aree interessate da progetti di rinaturalizzazione.

Nella riserva è presente una colonia di aironi cenerini in netta crescita (da una coppia del 1995 alle 137 del 2007) e saltuariamente nidificano l’airone rosso ed il falco di palude. Una delle specie più interessanti da cercare è la rana di Lataste, una rana “rossa” endemica della pianura padano-veneta. Si segnala la presenza di alcune coppie di Averla piccola, un piccolo passeriforme che sembra in calo nel resto del territorio, il gradito ritorno della rondine, del picchio verde, della sterpazzola e di molte specie di farfalle notturne.

Vincoli di protezione: nel 1973 è stata istituita l’Oasi di protezione e nel 1987 la Riserva Naturale Orientata con Delibera del Consiglio Regionale n° 769 del 1.10.1987. L’area è inoltre S.I.C. (IT20A0004) e ricade nella Z.P.S. “Oglio Sud” (IT20B0401).

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Foce del Chiese

Il fiume Chiese è un corso minore del fiume Oglio, la cui foce si trova in località Bizzolano, sul confine dei comuni di Canneto sull’Oglio (MN) e di Acquanegra sul Chiese (MN). Il suo letto è caratterizzato da un andamento sinuoso con alveo stretto ed incassato, sulle cui rive vi sono discrete fasce boscate igrofile a salice bianco. Alcune residue zone palustri favoriscono una buona presenza faunistica.

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Lanche di Gerra Gavazzi e Runate

Queste lanche vennero scavate dal fiume nei depositi alluvionali, quando, privo di argini, vagava modificando il suo percorso ad ogni piena importante, descrivendo ampie e sinuose curve nella valle fluviale. I meandri di Runate e Gerra Gavazzi sono rimasti isolati dal fiume non a seguito di un evento naturale (salto di meandro), bensì per una rettifica effettuata alla fine del XVIII secolo, con lo scopo di favorire la navigazione.

Successivamente i meandri abbandonati, chiamati anche “Oglio morto”, si sono impaludati favorendo l’insediamento di flora e fauna tipiche degli ambienti palustri. Le lanche sono alimentate dalla falda, prossima alla superficie, e da piccoli affioramenti d’acqua che emergono ai piedi delle scarpate (risorgive).

Vincoli di protezione: nel Piano Territoriale di Coordinamento del Parco, l’area è individuata come “riserva naturale proposta”. Il sito è inoltre tutelato come S.I.C. (IT20B0004) e ricade nella Z.P.S. “Oglio Sud” (IT20B0401).

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Foce Gambara

L’area compresa fra i tratti terminali degli affluenti Gambara e Molina, presenta una ricca vegetazione igrofila e praterie di carice e tifa. Un buon numero di sentieri permette di percorrere un tratto peculiare del Parco, caratterizzato da una morfologia ondulata a dossi con presenza di diversi punti panoramici.

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Ponte della barca

Il percorso “il Ponte della barca” è nato allo scopo di riproporre, almeno in parte, i luoghi di un’antica via di comunicazione. L’importanza storica del percorso, nato in epoca medioevale, è testimoniata dalla presenza di ben cinque Pievi romaniche disposte su una linea pressoché retta, che ne dimostrano l’esistenza anche per quei tratti ove il tracciato è andato perduto nel corso della storia. Queste Pievi furono edificate, nel corso dei secoli XI e XIII, dalla potente Abbazia di Leno (BS) la quale, avendo ampia giurisdizione su questa parte della pianura Padana, aveva intrapreso una imponente opera di bonifica del territorio. Il percorso era un’importante via strategicocommerciale: dato ulteriormente comprovato dai toponimi che si ritrovano sul suo percorso.

Nel caso particolare il luogo dove si è ricostruito il ponte è comunemente noto come “Pont de la Barca”, toponimo che testimonia la presenza, fin da epoche antiche, di un punto di passaggio sul fiume Mella. Di una struttura fissa di passaggio del corso d’acqua, si hanno notizie a partire dalla fine del ‘700. Si trattava di un’opera realizzata in legno che, durante una piena nel 1889, subì danni per i quali si rese necessario ridurre il suo utilizzo a transito esclusivamente pedonale. Nel 1892 il Comune di Ostiano (CR) affidava alla Società Nazionale delle Officine di Savigliano, la realizzazione di un ponte in ferro con relative spalle in muratura. L’opera realizzata in quell’occasione non era destinata a lunga durata poiché nel 1925 uno dei piloni, in seguito al passaggio di un mezzo pesante, cedette costringendo il Comune a interdire il passaggio a qualsiasi mezzo, pedoni compresi. Nel 1935 il ponte veniva completamente smantellato e l’importante via di comunicazione venne abbandonata ed in tale stato di abbandono rimase sino alla realizzazione, nel 1999, di un nuovo ponte ciclopedonale che aprì nuovamente la via ad interessanti itinerari.

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Soncino

Soncino è un borgo tranquillo e facilmente raggiungibile, ricco di suggestive testimonianze storiche ed artistiche: l'imponente Rocca Sforzesca, l'interessante Museo della Stampa allestito presso l'antica Casa degli Stampatori, le Chiese e i palazzi storici, che potrete ammirare sono tesori da conoscere e scoprire.  Grazie alla sua storia e bellezza, Soncino è inserito nell’elenco dei “Borghi più belli d’Italia”

La Rocca Sforzesca 
Costruita per volere della famiglia Sforza, signori di Milano, a partire dall'anno 1473 ad opera dell'architetto Bartolomeo Gadio, con funzione esclusivamente militare. La Rocca è racchiusa fra quattro torri: torre del capitano, dove si può visitare quelle che erano la cucina e la camera da letto del. Capitano delle guardie, la torre cilindrica ricavata dal vecchio torrione della precedente cinta muraria, dove si troverebbe la mitica stanza del tesoro ed infine le due torri gemelle. Dal cortile si può scendere alle stanze sotterranee. Attualmente due sale delle Torri gemelle della Rocca sono adibite a Museo Archeologico e Storico, il salone rinascimentale è sede di mostre. 

Il Borgo medioevale
Con i palazzi decorati da fregi in cotto, i mulini e l'antica cinta muraria. La città murata che si presenta oggi al turista è il risultato di uno sviluppo che inizia verso l'anno 1000 e trova la sua più forte connotazione verso la fine del XV sec. Nel borgo possiamo scoprire alcuni significativi monumenti: il campanile della Pieve di S. Maria Assunta, la torre civica, la torre ettagonale della chiesa di S. Giacomo, la rocca e fuori dalle mura la chiesa di S. Maria delle Grazie affrescata da Giulio Campi. 

La Casa degli stampatori 
Dove si respira l'atmosfera di una vecchia stamperia ebraica del secolo XV. Al piano terra sono riposti nelle cassettiere caratteri di diverso stile, in legno ed in piombo e le lettere dell'alfabeto ebraico. Vi sono esposte alcune macchine da stampa manuali della fine dell'800 e dell'inizio del'900; si può ammirare pure la fedele ricostruzione di un torchio ligneo del 1400. Al primo piano sono esposti alcuni originali e le copie di libri stampati dai Sonsino, unitamente ad altre pubblicazioni specialistiche relative ai. famosi stampatori. Nella saletta del secondo piano si può assistere alla proiezione di un interessante filmato che racconta la vicenda degli stampatori "Sonsino" nonchè visitare la mostra didattica sulla storia della stampa. 

I Sotterranei e la cinta Muraria
Un percorso lungo le antiche mura venete che circondano il borgo medioevale. Passando dal sotterraneo che collega la Rocca ed il fossato si studiano le caratteristiche difensive delle costruzioni militari. 

Il Museo archeologico Aquaria
Un piccolo museo situato a Gallignano (frazione di Soncino) dove sono esposti reperti dell'età della pietra, del bronzo e del ferro con un ricco monetiere che testimonia la presenza dei Celti e dei Romani nel nostro territorio.
Il museo è aperto il mercoledì dalle ore 20:00 alle ore 22:00 e la domenica dalle ore 10:00 alle ore 12:00.

La Chiesa di Santa Maria Assunta
Chiamata la "Pieve" è la più antica chiesa forense della diocesi di Cremona, al suo interno è conservato un dipinto di Matthias Stom. 

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Lungo l'antica strada di Cremona si trova la chiesa costruita all'inizio del 1500 con l'adiacente convento sede dell'Istituto delle suore della Sacra Famiglia. All'interno si possono ammirare gli affreschi di Giulio Campi e dei fratelli Scanzi che ornano pareti e volte, i fregi in terracotta ed i monumenti funebri della famiglia Stampa. 

La Chiesa di San Giacomo
Costruita nel XIV secolo ove prima sorgeva un antico ospizio per i pellegrini, conserva al suo interno il "Compianto sul Cristo morto", un gruppo di otto statue in terracotta realizzato da Agostino de'Fondulis e le vetrate policrome dipinte da Ambrosino de' Tormoli nel 1495.

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Ponte di Barche - Torre d'Oglio

Dal 1750 al 1926 il fiume Oglio si attraversava con zattere e battelli a pagamento. Nel 1913 vi fu il progetto dell'ing. Arrivabene di un ponte in chiatte su unico approdo ma non fu realizzato per l'inizio della prima guerra mondiale. Nel 1922 seguì il progetto dell'ing. Rotter e finalmente nel 1926, dopo la costituzione del consorzio tra Viadana (MN), Marcarla (MN) e Dosolo (MN) per la costruzione e gestione di un ponte in chiatte, il ponte fu realizzato. Nel 1945 fu bombardato e alcune barche affondarono ma il ponte fu sistemato in fretta e a settembre riaperto. Nel 1961 la proprietà passò alla Provincia. Un tempo il ponte veniva spostato a livelli di approdo sempre più alti per assecondare il livello del fiume. Recenti lavori di ammodernamento collocano stabilmente il ponte in corrispondenza del quarto approdo.

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Camposanto settecentesco prenapoleonico detto “Sagrato”

Particolare nel suo genere e unico in queste zone, completato nel 1778 e chiamato in origine Camposanto di San Giacomo per la presenza della Parrocchiale adiacente, è ancora perfettamente conservato. Ha la forma di un elegantissimo chiostro con porticati. Presenta una cappella centrale e la facciata rivolta verso la strada. Emanato nel 1804 l’editto di Saint Cloud, legge napoleonica che proibiva il seppellimento dei defunti all'interno del centro abitato, il Camposanto del Sagrato venne abbandonato definitivamente nel 1822. Pur abbandonato, il vecchio camposanto rimase circondato dal rispetto e dalla venerazione degli abitanti tanto che lo vollero conservato con cura non solo per la preziosità dello stesso, ma per il fatto che in questo sacro luogo si conservavano i resti dei loro trapassati.

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Raccolta dei Minerali e dei Fossili delle valli bergamasche, bresciane e dell’arco alpino

E' situato a Corte de' Frati.
Si ammirano non solo numerosi reperti archeologici raccolti lungo le sponde del fiume Oglio, ma numerosi minerali provenienti dall’Africa, dall’Armenia e da altri luoghi lontani.

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Museo d’Organi Pedrini

E' situato a Gabbioneta Binanuova. Qui accolgono i fratelli Fracassi, Pedrini che da generazioni si occupano di restauro di Organi antichi. Annesso al laboratorio trova spazio un grazioso museo che narra la storia della famiglia, intrecciata a quella della musica organara.

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Il Museo del Maglio

Il Museo del Maglio a Pontevico lascia intuire il lavoro e la fatica di chi vi lavorò.
Una fucina intatta, con tutti gli attrezzi che si adoperavano nel mestiere. Nella fucina si possono seguire le fasi dell’antico lavoro dei forgiatori: un percorso nella creatività e nell’ingegno delle mani artigiane; affascinante universo di una cultura fatta di acqua, ferro e fuoco.

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Museo Archeologico Aquaria

All’interno della Rocca Sforzesca di Soncino. Il nome dell’istituzione rimanda alla mitica città di Aquaria che la tradizione afferma esistesse in questo territorio. Il museo espone reparti dell’età della Pietra, del Bronzo e del Ferro con un ricco monetiere che testimonia la presenza dei Celti e dei Romani nella zona.

Il Museo Civico Archeologico "Aquaria" segue gli  orari di apertura della Rocca Sforzesca. Tutti i giorni festivi presso il Museo Civico Archeologico Aquaria, sono disponibili le guide del Gruppo Archeologico Aquaria per accompagnarVi in  visita al Museo - mattino dalle 10 alle 12 - pomeriggio dalle 15 alle 17. 

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Museo Ornitologico Fiamenghi

E' situato ad Acqualunga, frazione di Borgo San Giacomo.
Annesso al Palazzo dei Della Volta, nasce come vero e proprio centro di studi ornitologici nella bassa bresciana. La struttura rappresenta inoltre un importante punto di osservazione e di censimento dei volatili di passaggio, attività portata avanti da specialisti e appassionati.

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